Coronavirus – la battaglia di Fede e Scienza

20 MARZO 2020

Coronavirus – la battaglia di Fede e Scienza

Gentile Direttore.

mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione questo breve articolo sul difficile momento che vive il Paese, ma tutto il mondo visto che siamo entrati in pandemia.

Ho appreso che un autorevolissimo e stimato uomo di Curia, il cardinale Eminenza Albert Malcom Ranjit Patabendige e don Gianni Sini, sia pur con prospettive diverse, hanno adombrato che questa pandemia potrebbe essere nata in un laboratorio per mano dell’ uomo. Faccio due cenni per ricordare la serietà e l’ autorevolezza di questi uomini di Chiesa. Il cardinale ha ricoperto l’ alto incarico di Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, stimatissimo dal Papa emerito Benedetto XVI, attuale membro del Pontificio Consiglio per la Evangelizzazione dei Popoli, dunque uomo di Curia a tutti gli effetti. Don Gianni Sini è esorcista diocesano a Tempio Pausania, pertanto persona di fiducia del vescovo locale.
Per mia abitudine non sono un complottista e non amo questa mentalità. Tuttavia, proprio per sgomberare il campo da ogni ombra e poichè queste segnalazioni sono arrivate non da banali infervorati, ma da uomini dotati di alto senso della responsabilità ( sanno quando è il tempo del parlare e quando quello del tacere) credo che il tema non vada preso sottogamba.
Da politico, ma soprattutto medico, devo ricordare che questo virus è anomalo e presenta non decifrabili modificazioni genetiche, tanto che non si riesce a venirne a capo. Le modificazioni genetiche sono figlie di laboratorio.
In tutto il mondo, non solo in Cina naturalmente, esistono laboratori dediti a studi del genere, specialmente in campo militare.
Mi ha fatto riflettere un’ altra dichiarazione , secondo la quale potrebbe arrivare un secondo virus del ceppo Corona ancora più forte. Come è pensabile sapere e pronosticare questo senza avere per lo meno il sospetto di lavori umani eseguiti in laboratorio o attualmente in esecuzione?. Lo ripeto: non accedo a priori a tesi complottiste, ma credo che, proprio nel nome della razionalità, questi dubbi vadano fugati .
A chi ha svolto, in qualunque parte del modo e per qualsivoglia scopo, dando per chiara la buona fede e non l’ intento malevolo, ove mai la situazione fosse sfuggita di mano ,chiedo, in senso laico un impeto di umanità: tornate indietro, dite su che cosa avete lavorato o state lavorando e troviamo assieme una soluzione, coinvolgendo le istituzioni internazionali. In chiave cristiana : abbiate una crisi di coscienza e tornate indietro, parlate. La vita è sacra.
Una seconda osservazione, da medico. I colleghi in questo momento, assieme a infermieri e paramedici, sono eroi . Lavorano in condizioni spesso impossibili per il benessere di tutti. Tuttavia, lo affermo con lo spirito delicato del credente, senza voler imporre nulla, evitiamo lo scientismo razionalista . Fede e scienza, fede e ragione, non sono nemiche, devono camminare di pari passo rispettandosi. E’ la grande lezione di papa Ratzinger e di San Giovanni Paolo II nella sua Fides et Ratio. Dunque giusto confidare nella scienza e nel suo sviluppo. Speriamo nel progresso, ma abbandoniamoci anche alla misericordia di Dio, che abbiamo spesso abbandonato.
Il Coronavirus, sia alla fine di questa orribile avventura, una catarsi alla nostra fede e alla nostra coscienza: serva a farci capire quanto siamo finiti e limitati, che non siamo onnipotenti. Vale per credenti e non.
Sen. Domenico Scilipoti Isgrò

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